A cosa serve un registratore vocale portatile: approfondimento

Quante volte avreste voluto registrare le parole di un passante o di una persona con cui state parlando, magari per lavoro, perché non siete riusciti a ricordare quelle stesse parole quand’era il momento?

Spesso capita a molti di dirsi: “che peccato, se avessi avuto con me una penna e un foglio…”. Già, forse sareste riusciti solo così a ricordare parole o conferenze indimenticabili. Qualora non ne foste provvisti, però, dovete correre ai ripari: la soluzione è un registratore vocale portatile, che ha tanti e diversissimi utilizzi.

In questa guida ne parleremo in maniera approfondita, dandovi consigli specifici per l’acquisto.

Che cos’è un registratore vocale?

Anche se ad oggi molti smartphone e molte app cercano di sostituirli, la qualità dei registratori vocali è innegabile. Questi dispositivi sono la migliore scelta quando si ha la necessità di registrare qualcosa.

I registratori vocali portatili sono dei piccoli microfoni, muniti di tasti e impostazioni varie, che possono registrare e successivamente riprodurre un contenuto audio. In particolare, i modelli portatili sono minuscoli (possono essere di 2 x 7 – 8 cm) e leggeri, si possono mettere ovunque, nelle tasche dei pantaloni o di una giacca, e hanno una forma molto simile a quella di un bastoncino. Solitamente il loro peso è irrisorio e si aggira intorno ai 50 – 90 grammi. Per la specifica categoria dei registratori spia, invece, che sono particolari dispositivi ancora più “mimetici”, il peso e la lunghezza diminuiscono notevolmente.

Alcuni registratori vocali possono essere forniti di uno slot per schede di memoria, altri invece sono anche delle chiavette USB (hanno la tipica entrata a scomparsa, che si aziona muovendo dei tasti o esce fuori da un tappo).

Tre le altre caratteristiche, va prestata attenzione soprattutto alla memoria interna: ogni registratore vocale portatile possiede infatti un suo spazio di memoria su cui vengono appunto memorizzati i file audio. Chiaramente più sono spaziosi e più i registratori sono performanti e costosi.

A cosa e a chi può servire?

Il cinema spesso ci imprime delle immagini nella mente che restano indelebili: quanti di voi hanno visto un giornalista o un detective americano, durante un’intervista o un interrogatorio, tirar fuori dalla propria giacca un piccolo registratore? Al di là della finzione e della fantasia dei film, la realtà non è tanto distante da questa visione delle cose.

I registratori vocali portatili possono avere una miriade di utilizzi e utilità. Innanzitutto possono servire a studenti e professori per registrare, e poi riascoltare, le lezioni, le conferenze e i seminari ai quali sono interessati o partecipano. Possono servire ai giornalisti o ai documentaristi e filmmaker per registrare delle interviste. Possono sicuramente servire agli scrittori per appuntarsi qualche nota vocale, ma danno anche la possibilità ai cantanti di registrare la propria voce per poi riascoltarla e lavorarci su.

La cosa certa è che nel momento in cui sceglierete un registratore vocale portatile avrete un comodissimo dispositivo elettronico multi-funzione, piccolo e discreto, che potrete portare ovunque, che sia un viaggio di lavoro o di piacere.

Tipologia e formati della registrazione

Per quanto riguarda i modelli di registratori digitali, che sono quelli che a noi interessano, esistono varie tipologie di registrazione: a seconda del tipo, avrete un dispositivo più o meno utile.

L’estensione più conosciuta e ormai diffusa è sicuramente quella del formato MP3, che non solo garantisce file audio di buona qualità sonora, ma soprattutto formatta i file in maniera tale da non pesare tanto (e quindi da non occupare troppo spazio nella memoria del registratore). La registrazione stessa, quindi, avrà una lunghezza maggiore e potrà lasciare spazio a tanti altri file.

Poi potrete trovare l’estensione in WAV, che sicuramente ha dalla sua un’ottima resa qualitativa a livello di audio (viene utilizzata ad esempio per le registrare le canzoni) ma di contro ha, ovviamente, un peso decisamente maggiore: un file in WAV può tranquillamente occupare in modo rapido quasi tutta la memoria del vostro registratore senza che ve ne accorgiate.

Quali costi?

Essendoci moltissimi modelli sul mercato, orientarsi sul prezzo può non essere così semplice. Esistono sicuramente dei prodotti più commerciali e abbordabili per gli usi più comuni, ed esistono altrettanti prodotti più raffinati e adeguati ad un utilizzo professionale e molto settoriale.

Una prima fascia, quella consumer diciamo, vede registratori vocali portatili che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro circa. Il prezzo è basso perché questi prodotti sono spesso poco affidabili e le loro marche non danno grandi garanzie. Certo, bisogna provarli perché il prezzo è decisamente vantaggioso, ma il rischio può essere quello di acquistare un dispositivo che poi si rivela scadente.

La fascia più alta invece va dai 50 euro e supera i 150 euro, arrivando anche a 200 euro. Questi modelli, al contrario dei precedenti, sono prodotti dalle aziende più note e offrono garanzie elevate sulle prestazioni ma non solo: la qualità audio è eccellente, così come i loro “custom services”.

Classe 1993, è sceneggiatore e autore. La sua grande passione per la scrittura d’ogni genere lo spinge a sperimentare diverse forme narrative, dalla prosa al cinema, e culmina nel 2015 con la pubblicazione del suo primo romanzo (“Nous”, Giovane Holden Edizioni). La scrittura però va di pari passo con la passione per la fotografia e il mondo tecnologico.

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